La Carta della Filiera Corta

kmzeroIl tema dell’agricoltura e della salvaguardia dei nostri prodotti enogastronomici si lega a doppio filo a una corretta gestione dei rifiuti. E alla riduzione degli stessi attraverso la pratica del compostaggio domestico e adoperando una serie di buone pratiche quotidiane, ma anche ripensando la filiera dei nostri acquisti, sostenibili, green e a KmZero.

La definizione di filiera corta, o KmZero, per wikipedia è “una filiera produttiva caratterizzata da un numero limitato e circoscritto di passaggi produttivi, e in particolare di intermediazioni commerciali, che possono portare anche al contatto diretto fra il produttore e il consumatore. Lo scopo principale di tale filiera è contenere e ridurre i costi al consumo dei prodotti. La filiera corta è inoltre il modello cui si ispirano i Gruppi di Acquisto Solidale per poter riconoscere un prezzo più equo ai produttori”.

I vantaggi della filiera corta  sono anche una maggiore tracciabilità dei prodotti, sinonimo di garanzia di qualità e una conseguente diminuzione nell’uso di trasporti e quindi di inquinamento e in molti casi minori imballaggi. Un ulteriore beneficio è quello di investire nella salvaguardia delle aziende agricole produttive del territorio.

Per questo il Comune di Roma e la Città Metropolitana di Roma Capitale hanno presentato la necessità di una Carta della Filiera Corta.

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Forum internazionale degli “acquisti verdi”

Compraverde

unnamedL’1 e 2 ottobre 2015, torna a Roma presso l’Acquario Romano – Casa dell’Architettura, la IX edizione di CompraVerde-BuyGreen, Forum Internazionale degli Acquisti Verdi, la mostra-convegno dedicata a politiche, progetti beni e servizi di green procurement pubblico e privato.

La IX edizione vede la conferma della partnership tra Regione Lazio, Roma Capitale, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Ecosistemi e Adescoop.

Attraverso gli appalti verdi cambia il mercato in senso ecologico e sociale: si valorizzano i prodotti riciclati, si favoriscono le innovazioni tecnologiche ambientali, si riducono gli sprechi e si creano opportunità di inclusione sociale.

Quando a comprare verde è la Pubblica Amministrazione si parla di acquisti pubblici verdi (o GPP-Green Public Procurement):
– in Europa i volumi di spesa per gli acquisti delle P.A. sono mediamente pari al 16% (circa 2.400 miliardi di euro l’anno) del PIL, in Italia tale valore ammonta a circa 150 miliardi di euro;
– nel 2013 è stato revisionato il Piano d’Azione Nazionale per il Green Public Procurement (PAN) che sancisce nuovi obiettivi a livello nazionale e il raggiungimento del 50% di acquisti verdi negli appalti pubblici per le categorie merceologiche per cui siano stati definiti i “criteri ambientali minimi” (CAM);
– le “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” (cd. Collegato ambientale alla legge di stabilità 2014) prevede che la Pubblica Amministrazione valorizzi e favorisca sempre più la scelta di organizzazioni “green” nell’approvvigionamento di prodotti e servizi.

Sono sempre più diffusi gli appalti pubblici che, oltre a tener conto dei CAM approvati, considerano anche i criteri sociali, in linea con quanto stabilito dalla “Guida per l’integrazione degli aspetti sociali negli appalti pubblici”. Gli acquisti sostenibili si inseriscono nella strategia di lungo termine dell’Unione europea che, attraverso il documento “Strategia Europa 2020”, ha individuato specifiche azioni a supporto di una “crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”.

eco-kit
Per questo il progetto “Amministrazioni Sostenibili” ha previsto acquisti in linea con le indicazioni ambientali e sociali, come ad esempio gli eco-kit, e altri interventi che premiano le innovazioni tecnologiche ambientali.